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Animismo
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Lmwaw'mwbaanimismo è un termine con cui l'mwbqantropologia accomuna un insieme molto variegato di mwbgreligioni o mwbwculti in cui prevale l'attribuzione di qualità divine o mwcasoprannaturali a oggetti, luoghi o esseri materiali.cite-ref-chiarapini-1-0[1] Queste religioni non considerano le divinità come esseri puramente mwdqtrascendenti, bensì attribuiscono proprietà mwdgspirituali a determinate realtà fisiche.cite-ref-chiarapini-1-1[1] Questo tipo di mwewcredenze è così chiamato perché si basa su un certo grado di identificazione tra principio spirituale divino (mwfaanima) e aspetto materiale di esseri ed entità (quali anche mwfqdèmoni o altre presenze).cite-ref-2[2] La posizione filosofica corrispondente all'animismo viene di solito chiamata mwggpanpsichismo.cite-ref-3[3]

Contents

Storia
Note

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Storia

Il termine mwmganimismo, per quanto riferibile a concezioni e credenze molto antiche, è stato coniato solo in tempi più recenti.

L'ipotesi scientifica del chimico Georg Ernst Stahl

Esso fu usato per la prima volta nel mwnq1720 in ambito mwngmedico, dal mwnwchimico e mwoabiologo mwoqGeorg Ernst Stahl per definire una teoria secondo la quale l'mwoganima svolgeva una funzione diretta nel controllo di ogni funzione corporea, in particolare come meccanismo di difesa nei confronti degli agenti patogeni.cite-ref-chiarapini-1-2[1] Si trattava di una teoria rivelatasi scientificamente di scarso successo, ma simmetrica a livello concettuale alla mwpwteoria del flogisto, formulata sempre da Stahl in ambito chimico, che teorizzava la presenza in ogni tipo di materiale di un ineffabile componente (il mwqaflogisto) che sarebbe stato liberato durante la combustione giustificando gli effetti di quest'ultima.cite-ref-4[4]

Animismo religioso: la definizione antropologica di E. Tylor

Successivamente, nel mwrw1871, l'espressione mwsaanimismo è stata utilizzata dall'mwsqantropologo mwsginglese mwswEdward Tylorcite-ref-5[5] per definire una forma primordiale di mwuareligiosità basata sull'attribuzione di un principio incorporeo e vitale (mwuqanima) a fenomeni naturali, esseri viventi e oggetti inanimati, in special modo per tutto ciò che incide direttamente con la vita di queste popolazioni ed è essenziale per la loro sopravvivenza: i prodotti alimentari e la loro caccia e raccolta, i materiali per costruire utensili, monili e ripari, i fenomeni atmosferici, la morfologia stessa del territorio. Tutto ciò viene riconosciuto come mwuganimato e progressivamente associato a forme di venerazione, spesso direttamente funzionali alla buona riuscita delle azioni quotidiane per vivere.

Questo mwvaculto dell'anima, semplice, spontaneo, irrazionale, basato sulle esperienze comuni e quotidiane, sarebbe stato alla base, secondo Tylor, di un'"evoluzione" del pensiero religioso che avrebbe condotto, di pari passo con la civilizzazione, a religioni sempre più strutturate, con pratiche sociali ben definite, fino a svilupparsi attorno alla figura di un mwvqessere creatore.

Altri approcci

Il senso del termine mwxqanimismo così come definito da Tylor è quello oggi di uso più comune per descrivere le caratteristiche di questo tipo di religiosità, per quanto la spiegazione da lui fornita dell'animismo come religione primitiva e "immatura", con le sue analogie con lo sviluppo cognitivo del mwxgbambino, sia stata, invece, ampiamente criticata e superata in mwxwantropologia.cite-ref-6[6]

In particolare, della teoria di Tylor viene contestato l'mwzqetnocentrismo insito nell'assunto che i temi mwzgmitologici alla base delle religioni animistiche, in quanto frutto di una concezione mwzwsuperstiziosa e primitiva della natura, potessero svilupparsi indipendentemente in varie parti del mondo per progredire, altrettanto indipendentemente, verso un'elaborazione più complessa, più "elevata" dei valori religiosi.

Si trattava di un approccio psicologico simile a quello utilizzato dall'antropologo mwaqJames Frazer, con la pubblicazione nel mwag1890 de mwawmwbaIl ramo d'oro, per indagare il ruolo sociale ricoperto dalla mwbqmagia nelle società umane più antiche,cite-ref-7[7] o a quello di mwcgLevi-Bruhl secondo cui il mwcwpensiero magico dei mwdaprimitivi sarebbe caratterizzato da una partecipazione confusa e collettiva con l'universo, che farebbe uso di mwdqrappresentazioni al posto dei mwdgconcetti.cite-ref-8[8]

Un primo approccio alternativo a quello di Tylor allo studio delle culture primitive viene proposto nel mwfa1903 da mwfqLeo Frobenius con il concetto di mwfgkulturkreislehre («teoria dell'mwfwarea culturale») basata sull'ipotesi che i temi mitologici delle civiltà più antiche non si siano sviluppati in modo indipendente, ma si siano diffusi, invece, progressivamente in mwgaMesopotamia e mwgqIndia a partire da un nucleo primitivo africano, successivamente nelle isole del mwggPacifico, e da lì nell'mwgwAmerica centrale e equatoriale.cite-ref-9[9]

Fra gli altri autori che si discostano da un'interpretazione della mentalità animista come ancorata a modelli primitivi e retrogradi si ricordano Richard Thurnwald (1922),cite-ref-10[10] Raymond Lenoir (1922),cite-ref-11[11] mwkgCharles Blondel (1926),cite-ref-12[12] Raoul Allier (1927),cite-ref-13[13] Olivier Leroy (1927),cite-ref-14[14] Paul Radin (1927),cite-ref-15[15] mwpqGerardus van der Leeuw (1928),cite-ref-16[16] Charles Roberts Aldrich (1931).cite-ref-17[17]

«Come ha detto

van der Leeuw

, cercare di confutare la teoria dell'animismo è fiato sprecato. Non di meno, possiamo riconoscerla per quello che è in realtà: un'asserzione psicologica rivelatrice, più che dell'anima dei primitivi, dell'anima primitiva di coloro che scrivono di essi. L'animismo è una descrizione antropologica dell'anima dell'

antropologia

. "Nella sua struttura e tendenza complessive" – dice van der Leeuw – "questa teoria si attaglia molto meglio alla seconda metà del

XIX secolo

che non al mondo

primitivo

".»

(James Hillman, Re-visioning Psychology, 1975cite-ref-18[18])

Animismo e psicoanalisi

Studi sull'animismo sono presenti anche nella letteratura mwtgpsicoanalitica. All'interno di mwtwmwuaTotem e tabù di mwuqSigmund Freud, l'animismo viene considerato una fase primitiva dello sviluppo sociale. Una recente e originale chiave di lettura ispirata alla tradizione mwugjunghiana afferma invece che l'animismo, lungi dall'essere l'ingenuo prodotto di un pensiero pre-logico come sosteneva l'antropologo mwuwLévy-Bruhl, nasce piuttosto da una psicologia tutta incentrata sugli aspetti soggettivi della mwvapsiche (sensazione e intuizione). Da tale concezione si sarebbe creato un sistema culturale basato sulla proiezione dell'mwvqinconscio sulla Natura, ad esempio su luoghi sacri, o identificandosi con lo spirito degli animali mwvgtotemici, recuperando così competenze ancestrali; ci si confronta con l'anima di mwvwdefunti o di nemici per affrontare e superare i propri conflitti interni.cite-ref-19[19]

Il dibattito tra animismo e meccanicismo

Particolare rilevanza ha assunto anche il dibattito tra animisti e mwxgmeccanicisti, riguardante la seguente questione: gli organismi viventi sono delle macchine perfezionate, o il risultato miracoloso di un principio spirituale? È la materia o l'anima a produrre la vita? Nell'mwxwOttocento, con l'avanzare del mwyapositivismo, la domanda sembrava risolta dalla scienza in favore della tesi meccanica, sulla base del fatto che l'animismo, per spiegare la vita, faceva ricorso ad un principio autonomo, appunto l'anima, che non poteva essere oggettivamente studiato, e risultava quindi oscuro, non definibile, e scientificamente retrogrado. Poiché inoltre escludeva la possibilità di una mwyqdialettica materialista, appariva persino reazionario (specie negli ambienti mwygmarxisti).

Dietro la contrapposizione tra meccanicismo e animismo si celava sostanzialmente l'antitesi tra mwzadeterminismo e mwzqfinalismo: il primo ipotizzava che il mondo fosse soggetto a leggi mwzgcausali senza un fine né un progetto; il secondo affermava invece che gli organi viventi sono talmente perfetti che non possono essere frutto del caso. Più recentemente, tuttavia, l'anima ha assunto altre connotazioni che le consentono di sfuggire alle obiezioni del meccanicismo:cite-ref-canguilhem-20-0[20] oggi, infatti, la mw0wfisica ammette una quota di casualità nei fenomeni naturali (mw1aprincipio di indeterminazione di Heisenberg), e la mw1qbiologia, d'altro canto, riconosce che il finalismo vitalistico è tutt'altro che perfetto, essendo la vita soggetta a morte, malattie, e mostruosità. Così l'animismo non rifiuta più la ricerca sperimentale, ma ne riconosce i limiti nel comprendere la natura della mw1gvita, che non è riducibile a semplici fenomeni fisico-chimici.

Mentre infatti nell'organismo c'è un processo di auto-costruzione e auto-mantenimento, la macchina viene costruita dall'esterno. La macchina, inoltre, è costruita dall'uomo in vista di un fine, quindi non manca di finalismo, anzi, ha una finalità ben definita e rigida. Nell'organismo animato, invece, le funzioni sono in parte sostituibili l'una con l'altra poiché gli organi sono polivalenti: essi cioè hanno meno finalità e più potenzialità.

Ancora, la macchina è il prodotto di un calcolo a cui soggiace in maniera univoca, mentre l'organismo opera secondo criteri empirici, nel senso che la vita è esperienza, improvvisazione, tentativo in tutte le direzioni. Da ciò derivano le mostruosità che la vita comporta, trovandosi in un equilibrio precario e continuamente da ristabilire.

In definitiva, la concezione meccanica dell'organismo non sarebbe che un residuo antropomorfico,cite-ref-canguilhem-20-1[20] che cerca di spiegare la formazione della vita assimilandola al procedimento usato dall'uomo per fabbricare una macchina. Una concezione, affiorata la prima volta in mw3gCartesio, che considera mw3wDio alla stregua di un fabbro intento a costruire macchine perfette e rispondenti a degli scopi prefissati.cite-ref-21[21] E così l'accusa di finalismo, abitualmente rivolta all'animismo, viene da quest'ultimo ribaltata: la metafisica antropomorfa è alla base del meccanicismo, non del vitalismo.

I risvolti filosofici

«Tutte le cose sono piene di dèi.»

(Taletecite-ref-22[22])

Concezioni dell'animismo radicalmente anti-deterministe risulta peraltro che fossero presenti sin dall'antichità, in particolare nell'mw6wantica Grecia, contrapponendosi già da allora alle prime forme embrionali del mw7ameccanicismo.cite-ref-23[23] Così in mw8qPlatone,cite-ref-24[24] e poi successivamente nel mw9gneoplatonismo,cite-ref-25[25] l'anima era considerata il principio vitale, non componibile, che sta alla base del composto, in opposizione alle teorie mw-watomiste di mw-aDemocrito, secondo il quale invece gli esseri viventi erano un semplice aggregato di atomi.cite-ref-26[26]

Per i platonici l'mwaqianima è sempre stata vista come il principio più semplice che si possa concepire, l'unità che si articola nella mwaqmmolteplicità. Mentre il composto può nascere (quando si abbia aggregazione) e morire (quando viene scomposto), l'anima è indistruttibile essendo mwaqqin-composta, cioè qualcosa di straordinariamente semplice.cite-ref-27[27] Il mwaqkfinalismo del mondo, inteso come progettualità calata dall'alto, viene rigettato perché l'mwaqoUno, da cui ogni essere proviene, genera in maniera non intenzionale né voluta, bensì inconsapevolmente.cite-ref-28[28] Ne deriva che la natura è tutta pervasa da una comune mwaq8Anima del mondo (concetto di derivazione anche orientale).cite-ref-29[29]

La critica della progettualità meccanicista in natura sarà un tratto comune anche al mwaruKant della mwarymwarcCritica del Giudizio, che parlerà piuttosto di «finalità interna» in maniera simile al concetto mwargaristotelico di mwarkentelechia, contestando invece l'idea di un obiettivo predisposto in qualche modo dall'esterno.cite-ref-30[30]

Esponente dell'animismo neoplatonico nel Novecento sarà infine mwar8Bergson, secondo il quale la vita non segue binari rigidi e prefissati, ma nasce da infinite potenzialità: alcune si bloccano, altre invece proseguono. L'mwasaevoluzione della natura è creatrice, perché deriva da uno mwaseslancio vitale inesauribile, privo di scopi mwasideterministici.cite-ref-31[31]

Note

cite-note-chiarapini-11. Mario Chiarapini, mwateSuggestioni di parole. Temi religiosi e sociali dalla A alla Z, pag. 252, Paoline, 2007.
cite-note-22. mwatuJames Hillman, mwatyRe-visione della psicologia (1973), § 1, Adelphi, 1983.
cite-note-33. Remo Ceserani, Lidia De Federicis, mwatoIl materiale e l'immaginario: La società dell'antico regime, pag. 104, Loescher, 1990.
cite-note-44. Simone Iozzi, mwat4Medicina tradizionale erboristica, pag. XXVIII, Tecniche Nuove, 2009.
cite-note-55. L'ipotesi dell'animismo venne presentata da Tylor nello studio mwauiPrimitive Culture: Researches into the Development of Mythology, Philosophy, Religion, Language, Art, and Custom (1871).
cite-note-66. mwauyEnciclopedia italiana e dizionario della conversazione, vol. II, pag. 261, Tasso, 1838.
cite-note-77. mwauoFabio Dei, mwausmwauwOltre Frazer. Osservazioni sul rapporto magia-scienza, su mwau0jstor.org, Grafo, 1984.
cite-note-88. mwaveLucien Lévy-Bruhl, mwaviIl soprannaturale e la natura nella mentalità primitiva (1931), trad. it., Roma, Newton Compton, 1973.
cite-note-99. mwavyJulien Ries, mwavcIl mito e il suo significato, pag. 191, Jaca Book, 2005.
cite-note-1010. R. Thurnwald, mwavsPsychologie des Primitiven Menschen, Monaco, G. Kafka, 1922.
cite-note-1111. R. Lenoir, mwav8La mentalité primitive, in "Revue de Métaphysique et de Morale", pp. 199–224 (1922).
cite-note-1212. C. Blondel, mwawmLa Mentalité primitive, Parigi, Stock, 1926.
cite-note-1313. R. Allier, mwawcLe non-civilisé et nous: Différende irréducible ou indentité foncière?, Parigi, Payot, 1927.
cite-note-1414. O. Leroy, mwawsLa Raison primitive: Essai de refutation de la theorie du prelogisme, Parigi, Paul Geuthner, 1927.
cite-note-1515. P. Radin, mwaw8Primitive Man ad a Philosopher, New York, Appleton & Co., 1927; trad. it. di P. Clemente, mwaxaL'uomo primitivo come filosofo, Ei Editori, 2001.
cite-note-1616. G. Van der Leeuw, mwaxqLa structure de la mentalité primitive, Strasburgo, Imprimerie Alsacienne, 1928.
cite-note-1717. C.R. Aldrich, mwaxgThe Primitive Mind and Modern Civilization, Londra, Kegan Paul, 1931.
cite-note-1818. Trad. it., mwaxwRe-visione della psicologia, pag. 48, Milano, Adelphi, 1983.
cite-note-1919. Antoine Fratini, mwayaPer una cultura dell'anima, in mwayeLa religione del dio Economia, CSA Editrice, Crotone 2009.
cite-note-canguilhem-2020. Una tesi presente ad esempio in: Georges Canguilhem, mwaycLa conoscenza della vita, prefazione di Antonio Santucci, Il Mulino, 1976.
cite-note-2121. Così si esprimeva Cartesio nel mwaysLe Monde ou traité de la lumière (1667) parlando degli esseri viventi: «Tutte le funzioni di questa macchina sono la necessaria conseguenza della disposizione dei suoi soli organi, così come i movimenti di un orologio o di un altro automa conseguono dalla disposizione dei suoi contrappesi ed ingranaggi; sicché per spiegarne le funzioni non è necessario immaginare un'anima vegetativa o sensibile nella macchina».
cite-note-2222. Da una testimonianza di mway8Aristotele, mwazaDe Anima, 411 a7.
cite-note-2323. Tra costoro vi erano i pensatori mwazqmilesi della tradizione cosiddetta mwazuilozoista (termine derivante dalle parole mwazygreche mwazchýle = "materia" + mwazgzòon = "vivente"), cioè che concepiva la materia come un tutto animato e vivente (cfr. mwazkAntonio Gargano, mwazoIntroduzione alla filosofia greca).
cite-note-2424. mwaz4Timeo, cap. VI, 30 b: «Pertanto, secondo una tesi verosimile, occorre dire che questo mondo nacque come un essere vivente davvero dotato di anima e intelligenza grazie alla mwaz8Provvidenza divina».
cite-note-2525. mwaamVittorio Mathieu, mwaaqCome leggere Plotino, Bologna, Bompiani, 2004.
cite-note-2626. «Non è possibile fabbricare con atomi nature diverse dagli atomi stessi, ché nessun artigiano può fare qualcosa con una materia discontinua» (mwaagPlotino, mwaakmwaaoEnneadi, trad. di mwaasG. Faggin, Milano, Rusconi, 1992, pag. 241). «Quanto sia assurdo attribuire al meccanicismo e al caso l'esistenza e la formazione dell'universo è chiaro, anche prima di ogni ragionamento» (Plotino, mwaawEnneadi, op. cit., pag. 351).
cite-note-2727. La semplicità dell'anima, secondo Plotino, è assimilabile a un punto senza dimensioni: «L'anima così concepita è qualcosa di venerando, simile a un mwabacerchio che si addossa al centro e che, dopo il centro, è il cerchio più piccolo possibile, a una distanza che non ha estensione» (mwabeEnneadi, trad. di G. Faggin, op. cit., pag. 639).
cite-note-2828. «Si deve riconoscere che ciascuna realtà possiede una sua potenza amwabulogica, in quanto è formata e configurata nel Tutto, e partecipa dell'anima da parte del Tutto, che è animato. [...] Nascono così da un vivente altri viventi, senza che una decisione li crei, senza che la vita si sminuisca e senza che ne abbia coscienza» (Plotino, mwabyEnneadi, op. cit., pag. 683).
cite-note-2929. Il mito dell'Anima del mondo fu introdotto in Occidente da Platone in mwabomwabsTimeo, 34 b – 37 d.
cite-note-3030. Vittorio Mathieu, op. cit., pag. 36-37: «la meccanicità non sarà mai creatrice, ma solo ricombinatrice».
cite-note-3131. mwaciBergson, mwacmL'Evolution créatrice (mwacqL'evoluzione creatrice), 1907.

Bibliografia

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• Massimo Centini, mwacsL'animismo, Xenia, 2005
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• mwadmMarc Augé, mwadqGénie du paganisme, 1982, mwaduGenio del Paganesimo, trad. Ugo Fabietti, Torino, Bollati Boringhieri. ISBN 88-339-1319-8; ISBN 88-339-1376-7

Voci correlate

• mwadsAnima
• mwad8Panpsichismo
• mwaeeVitalismo

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-filosofiaanimismo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) George Kerlin Park, animism, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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• mwaegTiddy Smith, Animism, su Internet Encyclopedia of Philosophy.